Dal 1° gennaio 2026 i conti correnti degli italiani devono fare i conti con una serie di nuovi limiti ai prelievi bancomat che stanno cambiando le abitudini di milioni di correntisti. La stretta, introdotta dal Decreto Legge n. 15/2025 convertito in Legge 45/2025, risponde a precise esigenze di contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro, in linea con la sesta Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea. Il risultato? Soglie più basse, controlli automatici e qualche sorpresa in busta — digitale, ovviamente.
Limite di 2.000 euro al giorno: cosa cambia con le nuove regole sui prelievi bancomat 2026
La novità più impattante riguarda il tetto massimo di prelievo contante agli ATM, fissato a 2.000 euro netti al giorno. Superata questa soglia, la banca è tenuta a richiedere un’autorizzazione aggiuntiva tramite app o SMS. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico: è un cambiamento strutturale nel rapporto tra cittadini e contante. Ancora più rilevante è la nuova soglia fiscale: i prelievi cumulativi superiori a 1.999,99 euro annui vengono ora segnalati automaticamente all’Agenzia delle Entrate attraverso l’Anagrafe Tributaria, con una riduzione netta rispetto alla precedente soglia di 5.000 euro vigente fino al 2025.
A questo si aggiunge il provvedimento della Banca d’Italia del 19 febbraio 2026, che obbliga gli istituti di credito a monitorare i prelievi che superino il 10% del reddito dichiarato dal correntista. Un meccanismo automatico, basato su algoritmi, che trasforma ogni sportello ATM in un punto di osservazione fiscale.
Limiti bancomat per banca: quanto si può prelevare con Intesa Sanpaolo, UniCredit e Poste Italiane
I limiti operativi variano sensibilmente da istituto a istituto. Intesa Sanpaolo mantiene un limite base di 1.000 euro al giorno, alzabile fino a 3.000 euro tramite l’app, con una novità introdotta dal 10 marzo 2026: un bonus di 500 euro aggiuntivi per gli under 35 in regola con il pagamento dell’F24. UniCredit parte da 700 euro con un massimo di 2.500 euro, ma ha introdotto un blocco automatico basato sull’intelligenza artificiale che scatta oltre i 1.500 euro in presenza di movimenti sospetti. Poste Italiane invece non ha modificato i suoi limiti — 600 euro giornalieri, massimo 1.000 euro al giorno e 3.000 euro in sette giorni — ma segnala un aumento delle code agli sportelli del 20% rispetto a gennaio 2026, probabilmente proprio per effetto delle nuove restrizioni digitali.
Sul fronte dei conti business, il quadro è più generoso: si arriva fino a 20.000 euro al giorno con delega camerale. Per i conti dei minorenni, invece, il tetto è fissato a 250 euro. I correntisti con saldo superiore a 50.000 euro possono beneficiare di un limite base alzato a 2.500 euro, come previsto dalle linee guida ABI entrate in vigore il 1° marzo 2026.
Come modificare il limite di prelievo bancomat e quali alternative usare al contante
La buona notizia è che il 95% degli istituti bancari italiani consente di modificare i limiti di prelievo in autonomia, direttamente dall’app o dall’home banking, spesso in tempo reale. In alternativa è possibile contattare il servizio clienti oppure recarsi allo sportello con un documento d’identità valido. I tempi vanno dall’immediato — per le modifiche digitali — alle 24-48 ore per le richieste formali.
Chi vuole evitare i vincoli del contante ha oggi a disposizione alternative concrete ed efficienti. I bonifici istantanei arrivano fino a 15.000 euro in pochi secondi e sono gratuiti sotto la soglia dei 1.000 euro. Piattaforme come Satispay e PayPal non prevedono limiti operativi per i pagamenti digitali. Gli assegni circolari restano validi fino a 50.000 euro con piena tracciabilità. E per chi ha esigenze superiori, lo sportello fisico consente prelievi da 10.000 euro in su con verifica immediata.
- Bonifico istantaneo: fino a 15.000€, gratuito sotto i 1.000€
- Satispay/PayPal: nessun limite per pagamenti digitali
- Assegno circolare: fino a 50.000€, completamente tracciabile
- Sportello fisico: oltre 10.000€ con verifica d’identità
Le sanzioni per chi tenta di aggirare i nuovi limiti sono tutt’altro che simboliche: le multe previste arrivano fino a 50.000 euro. Un segnale chiaro che il giro di vite sul contante non è una misura temporanea, ma una traiettoria di lungo periodo verso una società sempre più cashless — accelerata dal PNRR e resa concreta, oggi, da una norma che cambia le regole del gioco per tutti.
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