C’è chi colleziona Ferrari come altri collezionano francobolli, ma non tutte le storie finiscono con la chiave in mano. Quella di Preston Henn è una vicenda che mescola lusso, orgoglio ferito e aule di tribunale, e che racconta quanto il brand del Cavallino Rampante eserciti un potere quasi irrazionale anche sui più facoltosi appassionati del mondo.
La LaFerrari Aperta: non si compra, si viene scelti
Per capire la storia, bisogna prima capire come funziona il meccanismo di acquisto delle Ferrari in edizione limitata. Vetture come la LaFerrari Aperta non sono acquistabili semplicemente recandosi in concessionaria con il portafoglio aperto. Maranello seleziona personalmente i propri clienti, costruendo nel tempo un rapporto di fiducia basato su acquisti precedenti, fedeltà al marchio e, spesso, discrezione assoluta. Si tratta di un sistema che esclude per definizione chi non fa parte del cerchio ristretto degli eletti.
Preston Henn era un collezionista americano di spicco, noto negli ambienti delle auto d’epoca e da collezione negli Stati Uniti. Nonostante il suo profilo, quando nel 2016 presentò la richiesta per acquistare una LaFerrari Aperta, la risposta da Maranello fu netta: tutti gli esemplari erano già stati assegnati, e la sua domanda non era arrivata in tempo.
L’assegno da un milione di dollari e la causa in Florida
Henn non accettò il rifiuto in silenzio. La sua reazione fu tutto fuorché convenzionale:
- Spedì un assegno da un milione di dollari direttamente a Sergio Marchionne, all’epoca presidente di Ferrari, accompagnato da una lettera personale in cui rinnovava la richiesta di acquisto.
- Non ricevendo riscontro positivo, coinvolse i propri legali e avviò una causa civile contro Ferrari presso il Tribunale della Florida.
- Il motivo del ricorso era il danno d’immagine e alla reputazione: Henn sosteneva che il rifiuto pubblico avesse leso la sua credibilità nell’ambiente dei collezionisti.
Il processo prese effettivamente avvio, ma durò poco. Gli stessi avvocati di Henn lo convinsero presto che le possibilità di vincere erano praticamente nulle, e che i costi legali necessari a sostenere il procedimento sarebbero stati sproporzionati rispetto a qualsiasi possibile risultato. Il magnate americano decise di ritirare la causa.

Un finale amaro per una storia senza vincitori
Dopo l’archiviazione, Henn continuò a esprimere pubblicamente il proprio disappunto nei confronti di Ferrari, ferito nell’orgoglio per un rifiuto che probabilmente non si aspettava. Ma la storia si chiuse in modo ancora più definitivo e triste: pochi mesi dopo il ritiro della causa, Henn morì per cause naturali all’età di 86 anni, senza mai ottenere la sua LaFerrari Aperta.
Ciò che resta di questa vicenda non è tanto il tentativo fallito di portare in giudizio uno dei marchi più potenti al mondo, quanto piuttosto una riflessione sul sistema di esclusività costruito da Ferrari nel corso dei decenni. Un meccanismo che, per quanto possa sembrare arbitrario, è parte integrante del valore percepito del brand: la rarità non è solo una questione di numeri di produzione, ma di controllo totale su chi può accedere ai modelli più ambiti. E questo, evidentemente, vale più di qualsiasi assegno.
Indice dei contenuti
